Roku è un dispositivo di streaming digitale che si collega alla TV e offre l’accesso a migliaia di servizi online, tra cui Netflix, YouTube, Disney+, Amazon Prime Video e molti altri. Il dispositivo utilizza il proprio sistema operativo, Roku OS, e dispone di un’interfaccia intuitiva per guardare film, serie TV e altri contenuti. Esiste anche il Roku TV OS, un sistema operativo integrato direttamente nei televisori, che consente di utilizzare Roku senza dover acquistare un dispositivo separato.
Storia ed evoluzione di Roku
Roku è stato fondato nel 2002 dall’imprenditore Anthony Wood, con l’obiettivo di sviluppare servizi digitali attraverso nuovi dispositivi. Tuttavia, il vero successo dell’azienda è arrivato nel 2008, quando ha stretto una collaborazione con Netflix per lanciare il suo primo dispositivo di streaming. All’epoca, i servizi di streaming stavano appena iniziando a guadagnare popolarità, e l’idea di un dispositivo compatto che trasformasse un televisore standard in una smart TV ha subito attirato l’attenzione dei consumatori. I grandi concorrenti del mercato hanno impiegato più tempo per entrare in questo settore a causa della burocrazia tipica delle grandi aziende. Essendo uno dei primi a offrire una soluzione di streaming, Roku si è assicurato un posto di rilievo nell’industria.
Nel corso del tempo, l’azienda ha ampliato la sua gamma di prodotti con modelli sempre più avanzati. Nel 2014, Roku ha introdotto i primi Roku TV, televisori dotati di funzionalità di streaming integrate. Questi televisori erano prodotti da aziende terze ma utilizzavano il sistema operativo Roku OS. In seguito, sono stati lanciati anche televisori a marchio Roku. Nel 2020, Roku era già diventata una delle maggiori aziende produttrici di dispositivi di streaming al mondo. Oggi Roku non solo produce i propri lettori multimediali, ma licenzia anche il suo software ai produttori di smart TV con condizioni molto flessibili, contribuendo così alla diffusione delle TV con Roku.
Come funziona Roku?
Roku si collega alla TV tramite un ingresso HDMI e utilizza Wi-Fi o Ethernet per connettersi a Internet. Offre un’interfaccia intuitiva con accesso a vari servizi di streaming, alcuni dei quali richiedono un abbonamento. Gli utenti possono scaricare e installare applicazioni, chiamate “canali”, e cercare film e serie TV utilizzando la funzione di ricerca universale.
Uno dei principali vantaggi di Roku è che l’azienda sviluppa i propri canali (applicazioni) per i suoi dispositivi, consentendo l’accesso a migliaia di servizi senza dover aspettare che i fornitori di contenuti creino le proprie app. Questo riduce notevolmente i tempi di attesa e permette a Roku di offrire canali che potrebbero non essere disponibili sulle smart TV di marchi come Samsung o LG.
Alcuni modelli Roku includono funzionalità aggiuntive, come il controllo vocale, il supporto per lo streaming in 4K e HDR, e la possibilità di ascoltare privatamente con le cuffie utilizzando l’app mobile di Roku.
Caratteristiche di Roku
Uno dei maggiori punti di forza di Roku è la sua compatibilità con un’ampia gamma di servizi di streaming, comprese piattaforme gratuite per film e serie TV. Inoltre, Roku non richiede un abbonamento, poiché gli utenti pagano solo per i servizi di streaming che scelgono di utilizzare.
Nonostante i suoi vantaggi, Roku presenta alcuni svantaggi. L’interfaccia include annunci pubblicitari e contenuti consigliati, il che può risultare fastidioso per alcuni utenti. Rispetto ai concorrenti come Amazon Fire TV e Apple TV, Roku offre un’integrazione limitata con i dispositivi per la smart home e meno funzionalità avanzate per i dispositivi IoT (Internet of Things).
Chi dovrebbe acquistare un Roku?
La scelta tra Roku, FireStick o un dispositivo Android dipende dalle preferenze dell’utente. Tutti questi dispositivi offrono funzionalità simili, ma l’abitudine d’uso gioca un ruolo fondamentale. Se un utente ha già utilizzato Roku in passato, è molto probabile che scelga nuovamente un dispositivo Roku.
Per quanto riguarda i costi degli abbonamenti, essi non dipendono dal dispositivo, poiché i prezzi sono stabiliti direttamente dai fornitori di servizi di streaming.